Grazie alle tecniche di microchirurgia laser ad eccimeri, esiste la possibilità di correggere per sempre i difetti della miopia, dell’astigmatismo e dell’ipermetropia con risultati che portano al totale abbandono degli occhiali e delle lenti a contatto. Le tipologie di procedimento di questi due interventi tramite il laser ad eccimeri sono il PRK e il LASIK, la luce ultravioletta non penetra internamente nel bulbo oculare annientando i rischi di un possibile danno, rimodellando la curvatura della cornea. Si affronta il PRK per intervenire su medio basse miopie e difetti corneali refrattivi asportando l’epitelio, che si ricrea dopo tre giorni, per intervenire.
Quest’operazione, effettuata per la prima volta nel 1988, si svolge ambulatorialmente con un’anestesia ottenuta da poche gocce di collirio ed è possibile agire su ambedue gli occhi contemporaneamente. Eventuali fastidi post-operatori possono comparire dopo ventiquattro ore ma sono trattabili con farmaci antidolorifici, solitamente si usa una speciale lente a contatto per 3/4 giorni recuperando la visione ottimale in tempi rapidissimi (spesso direttamente dal quarto g.).
La metodologia del LASIK, maggiormente complessa rispetto alla precedente, conserva l’epitelio riposizionandolo dopo aver proceduto alle correzioni delle miopie medio alte o per gli altri difetti visivi.
Intervento indolore con sole 24 ore di recupero anch’esso svolto in day hospital, tuttavia da sconsigliare a chi tutti quelli che corrono rischi da microtraumi come; genitori di bimbi piccoli e atleti. Dopo questo genere d’interventi vanno seguite attentamente le indicazioni degli oculisti quali; tre giorni di assoluto riposo senza mettersi alla guida, evitare di truccarsi gli occhi per una settimana abbondante e per i primi due mesi si dovrebbero evitare i bagni in piscina o al mare. Inoltre per precauzione per sei mesi va ridotta l’esposizione ai raggi solari portando sempre con sé occhiali da sole e le gravidanze sono preferibili al termine di questa tempistica.
Ricordiamo a tutti che per compiere queste terapie mediche permanenti affidarsi a professionisti capaci è di fondamentale importanza!


Un grande applauso per gli studiosi italiani del Centro oculistico dell’Istituto Humanitas a Rozzano, vicino alla città di Milano, che sono stati in grado di creare la nuova App iVista.
Esploriamo insieme, tra verità scientifiche e luoghi comuni da sfatare, alcune possibili implicazioni della vista per le donne in dolce attesa. Spesso si sente parlare di aumento della miopia durante la gravidanza e l’allattamento, falsa affermazione nata durante gli anni cinquanta, periodo in cui le neo-mamme erano nettamente più giovani di adesso.
La dislessia è un problema che in Italia affligge il 12% dei bambini arrivando al 17% nei paesi anglofoni, si manifesta con maggiore frequenza nei maschi, nel mostro paese si stima che oltre un milione e mezzo di persone sia interessato da questo disturbo (tra il 3% e il 4% degli italiani).
Un team di scienziati americani analizzando i dati emersi dal sondaggio “National Health and Nutrition Examination Survery”, svolto tra il 2005 e il 2008, sulle abitudini alimentari e sanitarie di oltre diecimilacinquecento adulti di età compresa tra i venti e i novanta anni ha riscontrato una connessione tra il calo della vista e la depressione.
Il team di GetLenses ha deciso di parlare delle rarissime infezioni oculari causate ai portatori di lenti a contatto dall’Acanthamoeba, un parassita in grado di svilupparsi in tutte le fonti di acqua esistenti. Vogliamo rassicurarvi dopo l’allarmismo generato dalla notizia riguardante un’adolescente della Florida che ha causa di quest’ameba, ha rischiato di perdere la vista.
Sfatiamo i pregiudizi sull’acquisto di lenti a contatto on-line.
Grazie ad un esperimento effettuato sulle donne in gravidanza, siamo in grado di affermare che già nel grembo materno i nostri occhi percepiscono la luce, al settimo mese, durante l’ecografia riscontriamo la capacità del feto di reagire chiudendo le palpebre se colpito da un potente raggio luminoso.
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Sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Cell Metabolism i sensazionali risultati di uno studio condotto alla Washington University School of Medicine di St.Louis che potrebbero aiutare a prevenire la patologia della degenerazione maculare, principale causa di cecità nelle persone anziane.


